Prescrizione cartelle!

Non tutti i debiti hanno lo stesso termine di prescrizione.

  • Imposte erariali (Irpef, Iva, Irap): prescrizione ordinaria di 10 anni.
  • Contributi previdenziali INPS e INAIL: prescrizione di 5 anni .
  • Multe stradali: prescrizione di 5 anni.
  • Tributi locali (IMU, TARI, TASI, ecc.): prescrizione di 5 anni.
  • Bollo auto: prescrizione di 3 anni.

Questi termini decorrono dalla data in cui il credito diventa definitivo.

Basta però un atto interruttivo per far ripartire il conteggio

  • Notifica di un sollecito o di un’intimazione di pagamento
  • Pignoramento o fermo amministrativo
  • Rateizzazione: la richiesta di dilazione presentata dal contribuente è un riconoscimento del debito, che interrompe la prescrizione.
  • Qualsiasi atto notificato validamente: se la notifica è regolare, la prescrizione si interrompe.

Per capire se una cartella esattoriale è prescritta, non basta guardare la data. Bisogna fare una ricostruzione completa degli atti notificati

  1. Richiedi l’estratto di ruolo aggiornato all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
  2. Controlla le date di notifica di ogni atto (cartella, intimazione, fermo, pignoramento).
  3. Verifica se i termini di prescrizione sono trascorsi senza interruzioni.
  4. Se ritieni che la cartella sia prescritta, valuta un ricorso o un’opposizione con l’assistenza di un avvocato.
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